La bellezza di invecchiare bene | Lettere dalla Maremma #01 Settembre 10, 2026 – tag: , , , , , , ,

LETTERE DALLA MAREMMA #01

La bellezza di ricominciare lentamente

Settembre 2026

Ti scrivo dalla Maremma.

Settembre qui ha un modo tutto suo di arrivare.

Non bussa alla porta. Non fa rumore.

La luce semplicemente cambia. Le giornate diventano un po’ più corte, l’aria del mattino comincia a essere diversa e la terra, che per tutta l’estate ha sopportato il sole e il caldo, sembra finalmente tirare un piccolo sospiro.

È uno dei mesi che mi mette più energia. Forse perché ha sempre avuto per me il sapore di un nuovo inizio.

Crescendo però, ho scoperto una cosa: non tutti i nuovi inizi hanno bisogno di grandi propositi.

A volte basta ricominciare lentamente.

Ripartiamo. Lentamente

Settembre è un mese strano.

Torniamo dalle vacanze e improvvisamente sembra che tutto debba ripartire insieme.

Il lavoro.
La scuola.
Gli appuntamenti.
La palestra.
Le telefonate rimandate.
Le cose che “a settembre assolutamente”.

E in pochi giorni rischiamo di ritrovarci esattamente dove eravamo prima di partire: di corsa.

Qui in Maremma la natura, invece, mi ricorda continuamente che ricominciare non significa accelerare.

Significa trovare di nuovo il proprio ritmo.

Ci sono piante che stanno terminando il loro ciclo e altre che proprio adesso trovano le condizioni giuste per ripartire.

E poi ci sono loro.

Gli asparagi.

Sì, proprio gli asparagi.

Perché qui accade qualcosa di particolare: mentre normalmente pensiamo all’asparago come a un ortaggio primaverile, in alcune zone della nostra Maremma può esserci una produzione anche in questo periodo.

Ed è sempre curioso vedere qualcosa germogliare proprio quando l’estate sta finendo.

Forse è anche per questo che questa terra ha avuto un ruolo così importante nella nascita di EUBI.

Mi ha insegnato che non esiste un’unica stagione nella quale fiorire.

E soprattutto che non siamo in ritardo.

Il Tempo

Penso spesso al rapporto che abbiamo con il tempo.

Cerchiamo continuamente di guadagnarlo, risparmiarlo, ottimizzarlo.

E allo stesso tempo abbiamo paura di vederlo passare.

Anche quando ci guardiamo allo specchio.

Una linea che prima non c’era.
Una ruga intorno agli occhi.
La pelle che cambia.
Un viso che lentamente diventa diverso da quello dei nostri trent’anni.

Per anni il mondo della bellezza ci ha insegnato a considerare tutto questo qualcosa contro cui combattere.

Anti-age.

Come se l’età fosse il nemico.

Io sento sempre meno mia questa idea.

Preferisco pensare che possiamo prenderci cura di noi per invecchiare bene, non per non invecchiare.

È una differenza piccola solo in apparenza.

Perché cambia il modo in cui guardiamo la nostra pelle.

E forse cambia anche il modo in cui guardiamo noi stessi.

Sweet Age

È da questa idea che nasce quello che in EUBI chiamiamo Sweet Age.

Invecchiare dolcemente.

Non arrendersi al tempo, ma nemmeno combatterlo.

Averne cura.

Prendersi cura della pelle, certamente.

Ma anche dormire.

Camminare.

Mangiare bene.

Stare con le persone che amiamo.

Ogni tanto spegnere il telefono.

Uscire fuori.

Guardare il cielo.

Fare qualcosa semplicemente perché ci fa stare bene e non perché deve necessariamente servire a qualcosa.

Sono gesti piccoli.

Forse troppo piccoli per essere considerati rivoluzionari.

Eppure, in una vita che ci chiede continuamente di andare più veloce, scegliere di rallentare un po’ può esserlo davvero.

Elisa scrive una lettera sotto un ulivo in Maremma per Lettere dalla Maremma di EUBI.

Le Lettere

Per questo ho deciso di iniziare a scrivere queste lettere.

Non saranno soltanto lettere sulla skincare.

Ti racconterò quello che succede qui, le stagioni, le piante, qualche storia del nostro casale, quello che imparo dalla natura e probabilmente anche qualche cosa che non va esattamente come avevo immaginato.

Parleremo di pelle e di longevità.

Ma soprattutto parleremo di tempo.

Del tempo che passa.

Del tempo che abbiamo.

E di come scegliere di viverlo.

Perché forse il vero lusso non è avere una pelle senza rughe.

È avere abbastanza tempo da poterle vedere arrivare.

E continuare a riconoscersi nello specchio.

Con qualche anno in più.

Qualche storia in più.

E, mi auguro, molta più gentilezza verso noi stessi.

Benvenut* nella prima Lettera dalla Maremma.

Ci leggiamo presto.

Dalla Maremma, con lentezza.

Elisa